Trump aprirà oggi il controverso centro di detenzione Alligator Alcatraz.
Il 1° luglio 2025, il presidente Trump inaugurerà il controverso centro di detenzione per migranti “Alligator Alcatraz” nelle Everglades della Florida, tra una significativa opposizione ambientale e sociale.

Trump aprirà oggi il controverso centro di detenzione Alligator Alcatraz.
Mentre le tensioni aumentano sulla politica di immigrazione negli Stati Uniti, la Florida è pronta a svelare un controverso centro di detenzione per migranti soprannominato “Alligator Alcatraz”. Prevista per la sua inaugurazione, questa struttura ha attirato l'attenzione di sostenitori e critici, rendendola uno dei progetti più dibattuti degli ultimi tempi. Si prevede che il presidente Trump parteciperà all’inaugurazione, dando il suo sostegno a un’iniziativa che rimodellerà l’applicazione dell’immigrazione nello stato.
Situato a meno di 50 miglia dal resort di Trump a Miami, l’Alligator Alcatraz sarà situato presso il Dade-Collier Training and Transition Airport. Questa struttura di detenzione improvvisata è progettata per contenere fino a 5.000 migranti in attesa di deportazione, in risposta al continuo afflusso di persone che attraversano illegalmente il confine. Solo nella scorsa settimana, oltre 58.000 immigrati erano sotto la custodia dell'ICE, molti dei quali si sono ritrovati nelle carceri locali per mancanza di spazio. Il progetto è nato da una richiesta federale, in linea con la più ampia strategia di controllo dell’immigrazione dell’amministrazione Trump. Secondo Notizie sociali, Manuel Bojorquez di CBS News sta riportando gli sviluppi in corso da Ochopee, in Florida.
I costi e i piani di costruzione
Il governatore della Florida Ron DeSantis ha annunciato il progetto, sottolineando che alleggerirà gli oneri sulle forze dell’ordine statali e sulle carceri locali. La costruzione prevede rimorchi FEMA riproposti e strutture temporanee dai lati morbidi, che ricordano le installazioni utilizzate durante i soccorsi in caso di catastrofe. Tuttavia, le implicazioni finanziarie sono sostanziali; Si prevede che la struttura costerà 245 dollari per letto al giorno, per un importo stimato di 450 milioni di dollari solo per il primo anno. Utenze come acqua ed elettricità saranno fornite tramite unità mobili.
Nonostante la pressante necessità di maggiori spazi di detenzione, non tutti sono a bordo. Gruppi di difesa ambientale e attivisti indigeni hanno lanciato l’allarme sul potenziale impatto del centro sul delicato ecosistema delle Everglades, che ospita specie in via di estinzione, tra cui la pantera della Florida. Il vasto sito, costituito per oltre il 96% da zone umide, non è solo un habitat; ha un significato culturale per le tribù locali, come articolato da Betty Osceola della tribù Miccosukee, che si è espressa contro la costruzione su terra sacra.
Sfide legali e contraccolpi
In risposta alle crescenti preoccupazioni, i gruppi ambientalisti hanno intentato una causa federale cercando di fermare la costruzione di Alligator Alcatraz. La causa richiede un'analisi ambientale approfondita, citando la struttura come una minaccia per gli habitat delle zone umide e le forniture locali di acqua potabile. Come dettagliato da Notizie AP, l'azione legale è guidata dal Center for Biological Diversity and Friends of the Everglades, rappresentato da Earthjustice. L’amministrazione di DeSantis intende contestare la causa, affermando che la struttura non avrà alcun impatto negativo sull’ambiente.
Nonostante le battaglie legali e la feroce opposizione, il progetto continua a procedere a un ritmo allarmante. Si prevede che il centro inizierà a processare le persone già la prossima settimana, innescando ulteriori proteste e dissenso. I gruppi indigeni stanno pianificando manifestazioni sul sito, rafforzando la loro posizione secondo cui questa terra è sacra e deve essere preservata.
Il quadro più ampio
La costruzione della struttura Alligator Alcatraz non solo evidenzia una risposta urgente alla crescente migrazione, ma rivela anche la complessa interazione tra politica di immigrazione, protezione ambientale e diritti degli indigeni in America. Non si può trascurare il significato storico dell’area, un tempo destinata ad un grande progetto aeroportuale che dovette affrontare una forte opposizione a causa delle preoccupazioni ambientali. Gli attivisti dell'epoca salvarono la terra, favorendo la creazione della Big Cypress National Preserve nel 1974.
Mentre l'apertura si avvicina, sia i residenti che gli attivisti si chiedono quali saranno gli effetti a lungo termine dell'Alligator Alcatraz. Riuscirà a raggiungere lo scopo previsto di gestire l’eccesso di migranti o aggraverà le tensioni sia all’interno delle comunità locali che in tutta la nazione? Solo il tempo lo dirà, ma una cosa è chiara: la lotta per la giustizia e la gestione ambientale in Florida è lungi dall’essere finita.