Gli imprenditori venezuelani prosperano a Doral nel mezzo dell’incertezza sull’immigrazione
Esplora Doral, in Florida, un centro in crescita per gli immigrati venezuelani, evidenziandone le sfide, la cultura e lo spirito imprenditoriale.

Gli imprenditori venezuelani prosperano a Doral nel mezzo dell’incertezza sull’immigrazione
La vivace città di Doral, in Florida, conosciuta colloquialmente come "Doralzuela", è diventata un importante centro per i migranti venezuelani che affrontano le complessità della vita negli Stati Uniti. Tra questi nuovi americani c’è Viviana Ferrer, emigrata dal Venezuela nel 2018, armata di una laurea in giurisprudenza e con il sogno di costruire un futuro migliore. Ferrer, che inizialmente lavorava per lunghe ore in un ristorante, da allora ha sfruttato il suo spirito imprenditoriale co-fondando un camion di cibo chiamato "Arepa Point" con Andrea Cabrera. Operativa dalle 19:00 a mezzanotte, questa impresa serve circa 200 tradizionali arepa venezuelane ogni sera, mettendo in mostra la ricchezza culinaria della sua terra natale.
Tuttavia, la vita a Doral presenta sfide uniche, soprattutto con i recenti cambiamenti politici sotto l’amministrazione Trump. L’eliminazione dello status di protezione temporanea (TPS) per i venezuelani ha lasciato molti residenti come Ferrer in ansia per il loro status di immigrati. Le politiche di Trump, in particolare durante la sua presidenza quando ha raccolto il 60% dei voti a Doral, hanno complicato il panorama per i venezuelani, sollevando timori di deportazione tra la comunità. Rapporti da El Vocero evidenziano queste crescenti preoccupazioni poiché molti considerano il ritorno in Venezuela piuttosto che affrontare una potenziale deportazione.
La comunità venezuelana a Doral
Il panorama demografico di Doral riflette una drammatica trasformazione avvenuta negli ultimi anni. La popolazione della città, che nel 2023 ammontava a 79.359 abitanti, vanta un sorprendente 32,3% di residenti di origine venezuelana, secondo Politica Animale. Questa statistica colloca Doral al centro della vasta diaspora venezuelana della Florida, che si stima comprenda tra 341.000 e oltre 400.000 residenti in tutto lo stato. Lo stato è diventato una destinazione primaria per i migranti venezuelani in fuga dal collasso economico e dall’instabilità politica, portando a un incredibile aumento del 592% della popolazione di origine venezuelana negli Stati Uniti dal 2000 al 2021.
Fiorendo insieme a nuove imprese, gli elementi culturali provenienti dal Venezuela migliorano l’identità di Doral. Gli eventi locali celebrano l'eredità venezuelana, mentre ristoranti, panetterie e negozi vendono sapori e tradizioni familiari. Inoltre, con una percentuale sostanziale della comunità venezuelana in possesso di titoli universitari – il 67%, per la precisione – hanno iniziato a influenzare profondamente il panorama politico della Florida, allineandosi con i mutevoli sentimenti riguardo al TPS e all’immigrazione.
Una crescente preoccupazione per il futuro
L’incertezza accentuata dalle politiche di immigrazione statunitensi alimenta un persistente senso di ansia all’interno della comunità. Nel 2023, le statistiche hanno indicato che solo il 59% dei residenti di Doral erano cittadini, una percentuale inferiore sia alla contea di Miami-Dade che alla media nazionale. Il sindaco locale, Christi Fraga, ha osservato varie ondate di migranti venezuelani nel corso degli anni, riflettendo tendenze più ampie modellate dalle crisi del Venezuela che da allora hanno costretto 7,8 milioni di cittadini a lasciare il proprio Paese d’origine. Mentre la popolazione venezuelana di Doral continua a crescere – secondo le previsioni raggiungerà il 41,11% nel 2025 – si profilano interrogativi sul futuro della comunità.
Per ora, la fusione della cultura venezuelana con il tessuto della Florida è innegabile, arricchendo la diversità e l’economia dello Stato. Aziende come Arepa Point non servono solo cibo, ma fungono anche da fari di speranza e ricordano la resilienza di una comunità che ha a cuore le proprie radici mentre lotta per un futuro migliore. Tuttavia, coloro che si muovono nella complessa interazione tra immigrazione e identità continuano a farlo con cauto ottimismo.