L'Alligatore Alcatraz della Florida: il centro di detenzione per migranti suscita indignazione!
La Florida prevede di convertire un ex aeroporto militare vicino a Miami in “Alligator Alcatraz”, un centro di detenzione temporanea per migranti con 5.000 letti, sollevando preoccupazioni e proteste ambientali.

L'Alligatore Alcatraz della Florida: il centro di detenzione per migranti suscita indignazione!
Con una mossa significativa che ha scatenato un ampio dibattito, il procuratore generale della Florida James Uthmeier ha annunciato piani ambiziosi per trasformare il Dade-Collier Training and Transition Airport di Ochopee in una struttura di detenzione per migranti. Soprannominato “Alligator Alcatraz”, il progetto mira ad accogliere fino a 5.000 detenuti e l’apertura è prevista già la prossima settimana. La struttura riproporrà una ex pista di atterraggio militare, utilizzando la sua posizione isolata circondata da paludi come parte della logica progettuale. Uthmeier ha dichiarato con sicurezza che il sito sarà pronto per l'uso entro la prima settimana di luglio, con oltre la metà dei letti che dovrebbero essere operativi poco dopo, secondo RND.
Il progetto è stato descritto come una soluzione economicamente vantaggiosa per alloggi temporanei per migranti, con l’obiettivo di alleviare la pressione sulle iniziative di controllo dell’immigrazione della Florida in mezzo al crescente numero di immigrati privi di documenti. Il design della struttura è evidentemente un omaggio ad Alcatraz, storicamente nota per le sue qualità a prova di fuga. Gli ambientalisti e la tribù locale dei Miccosukee, tuttavia, stanno sollevando serie preoccupazioni sulle implicazioni ecologiche del progetto, data la sua posizione nel delicato ecosistema delle Everglades. Gli attivisti temono che l'afflusso di detenuti possa sconvolgere il fragile ambiente, fondamentale per la gestione dell'acqua e la biodiversità, come sottolineato da Stati Uniti oggi.
Preoccupazioni delle comunità locali
L’opposizione al progetto “Alligator Alcatraz” sta crescendo in diversi gruppi locali e ambientalisti. La tribù Miccosukee ha espresso particolare allarme per la vicinanza della struttura a terreni sacri, mentre organizzazioni ambientaliste come Friends of the Everglades hanno avviato campagne per fermare lo sviluppo. La visione originale del sito includeva piani ambiziosi per l'Everglades Jetport, che furono abbandonati nel 1970 a causa di preoccupazioni ambientali. Illustrando il respingimento, il sindaco della contea di Miami-Dade Daniella Levine Cava ha chiesto un'analisi dettagliata di come il centro di detenzione potrebbe influenzare il delicato ecosistema delle Everglades, sollevando interrogativi sugli impatti a lungo termine di una struttura del genere, come riportato da National Public Radio, Radio Pubblica.
In uno stato in cui le politiche sull’immigrazione sono sempre più stringenti, i piani della Florida di ospitare i migranti all’interno di queste paludi riflettono evidentemente un’agenda più ampia in linea con altri sforzi guidati dai repubblicani visti negli stati vicini come Louisiana e Texas. I finanziamenti per la struttura provengono principalmente dalla Federal Emergency Management Agency (FEMA), che in passato ha dovuto affrontare vincoli di bilancio, in particolare durante la precedente amministrazione, sollevando dubbi sulla sostenibilità di un’impresa così ambiziosa. Mentre le proteste continuano in tutto lo stato, con alcune manifestazioni che aumentano a causa della presenza della Guardia Nazionale e delle forze dei Marines, l’atmosfera politica diventa più carica.
L’iniziativa “Alligator Alcatraz” segnala un potente mix di azione politica e conflitto ambientale, ponendo le basi per quello che potrebbe diventare un capitolo cruciale nella saga di controllo dell’immigrazione in Florida. Con la struttura che dovrebbe essere presto operativa, molti si chiedono: qual è il costo reale di una struttura del genere, sia per l’ambiente che per le comunità che intende servire?