Trump chiede l’unità mentre il MAGA affronta le conseguenze dei file Epstein
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Trump chiede l’unità mentre il MAGA affronta le conseguenze dei file Epstein
Il presidente Donald Trump sta navigando in acque agitate all’interno della sua amministrazione mentre divampano le tensioni sulla gestione dei dossier di Jeffrey Epstein. Rivolgendosi a Truth Social, Trump ha espresso il suo incrollabile sostegno al procuratore generale Pam Bondi, elogiando i suoi sforzi come “LAVORO FANTASTICO” e criticando coloro che all’interno della sua cerchia ristretta la stanno attaccando. Questa discordia interna sembra emergere dalle accuse di insabbiamento relative alla lista dei clienti e alla morte di Epstein, che hanno messo Bondi sotto il microscopio da quando è stato rilasciato un promemoria problematico. Trump ha sottolineato la necessità di unità all’interno del movimento MAGA, sostenendo che la sua amministrazione rimane “PERFETTA” nonostante il tumulto che circonda le controversie su Epstein.
Trump ha attribuito la colpa dell’attuale situazione direttamente alle spalle dei suoi predecessori, tra cui Barack Obama, Hillary Clinton e Joe Biden, suggerendo che fossero loro gli artefici dei dossier Epstein. Ha sollevato una domanda mirata: se i file contenevano informazioni dannose sul movimento MAGA, perché non sono stati rilasciati prima? Nel frattempo, Trump ha ignorato le indagini in corso e ha sostenuto che il Dipartimento di Giustizia e l’FBI non hanno trovato prove che Epstein possedesse una lista di clienti o fosse stato assassinato, come hanno suggerito alcune teorie del complotto. È interessante notare che l’attuale direttore dell’FBI, Kash Patel, e il vicedirettore Dan Bongino – entrambi i quali avevano precedentemente sostenuto le narrazioni del complotto di Epstein – hanno modificato le loro posizioni da quando sono entrati nell’amministrazione Trump.
Difendere Bondi tra le accuse
La posizione di Bondi è diventata sempre più debole. Un promemoria pubblicato di recente indicava che non c’erano prove di un atto scorretto nella morte di Epstein e l’inesistenza di un elenco di clienti ha suscitato malcontento tra i sostenitori di Trump, con figure come il teorico della cospirazione Alex Jones che hanno pubblicamente espresso la loro indignazione. Le conseguenze hanno portato a tensioni tra Bondi e Bongino, che secondo quanto riferito si sono scontrati sulla gestione delle questioni relative a Epstein e hanno accennato alle dimissioni a causa delle frustrazioni legate al suo approccio. Nel frattempo, Patel, tra le voci vorticose di lotte intestine, ha negato qualsiasi disaccordo, affermando che il suo impegno con Trump rimane costante.
Questo conflitto interno ha portato Trump a esortare i suoi sostenitori a consentire a Bondi di portare avanti le sue responsabilità, insistendo sul fatto che l’attenzione su Epstein distrae da questioni più urgenti. Bondi aveva già affermato a febbraio che la “lista dei clienti” di Epstein era sotto revisione, una dichiarazione che è stata criticata in seguito alle ultime scoperte del promemoria.
Il commento di Jon Stewart
La polemica attorno ai dossier Epstein non è passata inosservata oltre la sfera politica. Il comico Jon Stewart è recentemente intervenuto durante un episodio del suo podcast, discutendo della riluttanza di Trump a rilasciare i file Epstein. Trump, nel giugno 2024, aveva indicato la volontà di “declassificare” i file, ma con un avvertimento, dicendo: “non vuoi influenzare la vita delle persone se si tratta di cose fasulle”. Stewart ha sottolineato che questo uso della parola “falso” riflette la tendenza di Trump a respingere tutto ciò che lo dipinge in cattiva luce.
Prima di diventare una figura politica polarizzante, Trump aveva socializzato con Epstein, rendendo l’atmosfera attuale ancora più complicata, soprattutto con il suo nome che appariva in documenti non sigillati relativi alle azioni di Epstein. Eppure, nonostante le implicazioni scandalose, Trump non ha dovuto affrontare alcuna accusa di illeciti associati a Epstein.
Le conseguenze dell'indagine Epstein
La risposta dei sostenitori di Trump è stata particolarmente dura, segnalando una spaccatura all’interno del movimento “Make America Great Again”. Molti credono che le élite del “Deep State” stiano proteggendo i soci di Epstein che hanno legami con il Partito Democratico e Hollywood. Questo sentimento alimenta le speculazioni in corso e le teorie del complotto che l’amministrazione è stata costretta ad affrontare pubblicamente per la prima volta. La squadra di Trump ha fermamente respinto l’idea che il suicidio fosse una copertura, confermando che Epstein è morto per suicidio e respingendo le accuse di potenziale omicidio.
Mentre le acque si calmano, l’appello di Trump all’unità tra le accuse di tradimento riflette un delicato equilibrio che deve mantenere per compiacere sia la sua base che i funzionari della sua amministrazione. La strada da percorrere potrebbe essere irta di sfide mentre la saga di Epstein continua a svolgersi e le risposte dei sostenitori del MAGA restano da vedere.
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