Fallisce l’incontro della SCO: India e Pakistan si scontrano sulle controversie sul terrorismo
Esplora il recente incontro della SCO a Qingdao, in Cina, dove i ministri della difesa non sono riusciti a raggiungere una dichiarazione congiunta sul terrorismo, evidenziando le tensioni tra India e Pakistan.

Fallisce l’incontro della SCO: India e Pakistan si scontrano sulle controversie sul terrorismo
In un importante incontro tenutosi a Qingdao, in Cina, i ministri della Difesa dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) si sono riuniti ma non sono riusciti a raggiungere un consenso, come riportato da Yahoo Notizie. Il punto critico è sorto attorno al delicato tema del terrorismo, conMinistero degli Esteri indianorilevando che la bozza iniziale mancava di riferimenti essenziali che potessero garantire la sua posizione sulla sicurezza regionale.
Tra i partecipanti di spicco, il ministro della Difesa pakistano Khawaja Muhammad Asif ha espresso opinioni forti sulla questione. Ha guidato la delegazione del suo Paese, affermando l’importanza della stabilità regionale e della sicurezza collettiva, condannando al tempo stesso la violenza a Gaza e le azioni militari di Israele contro l’Iran. È stato sottolineato l’impegno del Pakistan nei confronti della Carta delle Nazioni Unite e dei principi SCO volti a rafforzare la cooperazione globale, facendo eco ai sentimenti della necessità di soluzioni alle controversie di lunga data, tra cui Kashmir e Palestina.
Stallo sul terrorismo
L’incontro ha avuto un intoppo quando l’India ha rifiutato di approvare la proposta di dichiarazione congiunta. I funzionari si sono opposti fermamente all'omissione dell'attacco del 22 aprile contro i turisti indiani nel Jammu e Kashmir indiano illegalmente occupato, che ha tragicamente causato la morte di 26 persone. Di conseguenza, l’India ha etichettato il documento finale come eccessivamente favorevole al Pakistan, alimentando così le tensioni esistenti. Il ministro della Difesa Rajnath Singh ha sostenuto che ciò indebolisce la narrativa dell’India e non è sufficientemente severo nei confronti del terrorismo, soprattutto quando viene evidenziata solo una parte del conflitto in Balochistan.
Asif ha sottolineato che l'India è stata l'unica nazione ad opporsi alla dichiarazione finale, cosa che avrebbe potuto sollevare le sopracciglia tra i membri che speravano nell'unità. Ha affermato con sicurezza che il mondo sta iniziando ad abbracciare i punti di vista del Pakistan riguardo alle controversie regionali e all’antiterrorismo. Questo sentimento si è in qualche modo rispecchiato durante le interazioni informali tra il ministro degli Affari esteri indiano e i funzionari del Pakistan, suggerendo un potenziale disgelo nelle relazioni nonostante le accese discussioni.
Implicazioni per le relazioni India-Pakistan
Nel complesso, il contesto della SCO offre una piattaforma neutrale per il dialogo in un contesto di crescente attrito. Nonostante ci siano stati accesi scontri e accuse, le strade per la cooperazione rimangono aperte. Gli incontri passati hanno visto entrambe le nazioni evitare argomenti controversi come il Kashmir, segnando un cambiamento rispetto agli scontri precedenti. È interessante notare che Drishti IAS osserva che queste piattaforme possono fungere da ponti per ridurre la sfiducia e promuovere scambi produttivi, in particolare perché entrambi i paesi sono coinvolti nella struttura antiterrorismo regionale della SCO.
Mentre le discussioni continuano, l’enfasi sulla cooperazione regionale in materia di sicurezza, commercio e interessi condivisi può fornire passi avanti essenziali. Il passato, caratterizzato da accuse e relazioni diplomatiche tese – soprattutto dopo la revoca dell’articolo 370 da parte dell’India – ha lasciato cicatrici. Tuttavia, in forum come la SCO, esiste il potenziale per un’economia curativa e collaborativa, sia attraverso iniziative di sviluppo verde che scambi di energia.
Resta da vedere se queste impegnative discussioni porteranno a un quadro regionale più stabile o se le inflessibili differenze continueranno a oscurare gli sforzi diplomatici.