La zona di divieto di scarico, punto di riferimento dell'EPA, è stata dichiarata per proteggere la laguna del fiume indiano
L'EPA ha designato una zona di divieto di scarico per 12 miglia lungo la laguna del fiume Indian per proteggere la qualità dell'acqua di Fort Pierce.

La zona di divieto di scarico, punto di riferimento dell'EPA, è stata dichiarata per proteggere la laguna del fiume indiano
Le acque dell'Indian River Lagoon della Florida stanno per prendere una boccata d'aria fresca. L’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente degli Stati Uniti (EPA) ha appena dichiarato una “zona di divieto di scarico” (NDZ) lungo un tratto di 12 miglia da Vero Beach a Fort Pierce, una mossa che ha suscitato ottimismo sia nei sostenitori dell’ambiente che nei funzionari locali. Questa nuova regola vieta ai diportisti di scaricare i liquami, siano essi trattati o grezzi, in questa delicata riserva acquatica, ponendo le basi per una migliore qualità dell’acqua in un’area spesso afflitta da fioriture di alghe dannose e morie di pesci.
I sostenitori lodano la NDZ come un passo positivo verso il ripristino della salute della laguna, anche se riconoscono che non è la panacea per tutte le questioni ambientali. I funzionari locali sono d’accordo con la decisione, ma sottolineano che, sebbene la NDZ sia fondamentale, è lungi dall’essere una soluzione universale. Le normative esistenti consentono ancora alcuni piccoli scarichi di liquami, ma questi devono essere segnalati.
Come delineato nel Rapporto WPTV, l’applicazione di questa nuova regola coinvolgerà più agenzie, tra cui la Guardia costiera degli Stati Uniti e la Florida Fish and Wildlife Conservation Commission. Le multe per non conformità possono arrivare fino a 250 dollari al giorno, dimostrando chiaramente che questa iniziativa verrà presa sul serio.
Il quadro più ampio
Quindi, cos’è esattamente un NDZ? Secondo le informazioni fornite da Geosintetico, una NDZ vieta lo scarico dei liquami delle imbarcazioni nelle acque designate. Ciò include non solo i rifiuti non trattati, ma anche gli effluenti trattati provenienti da navi più piccole con dispositivi di igienizzazione marina (MSD) di tipo I e II. Per tali imbarcazioni, in queste zone sono ammessi solo gli MSD di tipo III, che sono essenzialmente serbatoi di contenimento.
È interessante notare che le leggi già impediscono lo scarico di liquami non trattati nelle acque navigabili degli Stati Uniti, comprese le aree costiere entro tre miglia dalla costa. L’NDZ amplia questo quadro protettivo, garantendo che anche le acque reflue trattate non contaminino gli ecosistemi vulnerabili. Ad esempio, il Massachusetts ha designato sette NDZ che vanno da Buzzards Bay a Nantucket Coastal Waters, dimostrando che molte regioni si stanno muovendo in modo simile.
Il percorso da percorrere
Mentre ci addentriamo nel nocciolo di questa iniziativa, bisogna riconoscere l’importanza di una corretta gestione delle acque reflue. Ai sensi del Clean Water Act, la NDZ ha lo scopo di rafforzare la qualità dell’acqua e la sua efficacia nel mondo reale dipenderà in larga misura dagli sforzi di applicazione e di educazione pubblica. I proprietari dei porti turistici svolgono un ruolo fondamentale in questo caso, poiché possono vietare gli scarichi di MSD di tipo I e II nelle loro strutture, proteggendo così ancora di più le acque. Inoltre, è fondamentale che i diportisti comprendano come gestire efficacemente i propri liquami, soprattutto alla luce delle normative relative alle NDZ. L'EPA sottolinea che gli operatori navali nelle zone NDZ devono trattenere i liquami a bordo fino a quando non raggiungono adeguati impianti di pompaggio a terra o si avventurano oltre le tre miglia dalla costa.
Man mano che la Indian River Lagoon inizia a beneficiare di questo nuovo status, si apre anche la strada a futuri progetti ambientali, inclusa un'iniziativa di barriera artificiale pianificata per Fort Pierce Inlet. Questo approccio olistico alla gestione della qualità dell’acqua potrebbe benissimo fungere da faro per altre comunità che mirano a proteggere i propri ecosistemi locali.
In sintesi, la creazione di una zona di divieto di scarico nella Laguna del fiume Indiano promette di migliorare l’equilibrio ecologico e la qualità dell’acqua. Con l’attuazione guidata dalle agenzie locali e uno sforzo collettivo da parte della comunità nautica, ci sono buone ragioni per essere fiduciosi per il futuro della laguna.