Il figlio di El Chapo, Ovidio, si dichiarerà colpevole: si svolge una saga di traffico di droga
Ovidio Guzman Lopez, figlio di "El Chapo", intende dichiararsi colpevole delle accuse di traffico di droga negli Stati Uniti. Udienza in tribunale il 9 luglio.

Il figlio di El Chapo, Ovidio, si dichiarerà colpevole: si svolge una saga di traffico di droga
Ovidio Guzman Lopez, figlio del famigerato boss della droga "El Chapo", si sta preparando a fare una mossa significativa in un tribunale di Chicago mentre intende dichiararsi colpevole delle accuse di traffico di droga. Inizialmente fissata per l'udienza di mercoledì, un giudice l'ha riprogrammata per venerdì mattina, dando a Guzman Lopez, 34 anni, il tempo di prepararsi per quello che potrebbe essere un momento cruciale nella sua battaglia legale. Fa parte della famigerata famiglia Guzman, con suo padre Joaquin Guzman Loera che sconta una condanna all'ergastolo dal 2019 per la sua leadership nel cartello di Sinaloa. Questo appello segna la prima volta che un fratello Guzman può stipulare un patteggiamento dopo essere stato coinvolto in gravi accuse legate al loro impero del traffico di droga, compreso il contrabbando del letale fentanil negli Stati Uniti, come riportato da WWMT.
Attualmente detenuto senza cauzione, Guzman Lopez si è precedentemente dichiarato non colpevole di diverse accuse riguardanti un'impresa criminale continuata, riciclaggio di denaro e vari reati legati alla droga. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha indicato che lui e i suoi fratelli, conosciuti collettivamente come "i Chapitos", hanno assunto la guida dopo la condanna del padre e sono coinvolti in una rete criminale nota per la sua brutalità e violenza, come dettagliato nei documenti depositati da Notizie della CBS.
Un'eredità di violenza
Si ritiene che i fratelli Guzman abbiano commesso atti atroci contro i rivali, impiegando metodi di tortura che fanno venire i brividi lungo la schiena, comprese mutilazioni con cavatappi e persino dando da mangiare alle tigri. Tali misure estreme sono indicative delle guerre in corso all’interno del panorama dei cartelli in Messico, che ha visto un’escalation di violenza e caos. Infatti, sono stati segnalati oltre 1.200 morti mentre le fazioni rivali si contendevano il controllo in seguito agli arresti dei fratelli Guzman, complicando ulteriormente lo scenario già pericoloso nel loro stato natale di Sinaloa.
I cartelli della droga messicani, come il cartello di Sinaloa, sono da tempo una chiave di volta negli ingranaggi delle forze dell’ordine e della sicurezza pubblica. Emersi negli anni ’80, questi gruppi hanno sfruttato l’elevata domanda di droga negli Stati Uniti e la corruzione interna per espandere le loro operazioni, portando a violenza e instabilità diffuse. Il cartello di Sinaloa è uno dei cartelli di maggior impatto, insieme al cartello di Jalisco New Generation (CJNG), al cartello del Golfo e altri, ciascuno in competizione per il potere con mezzi letali. Dati da Quanto è sicuro il Messico evidenzia come i cartelli abbiano profondamente influenzato la politica, le forze dell’ordine e la vita quotidiana in Messico, creando un panorama in cui la sicurezza è costantemente in pericolo.
Le implicazioni più ampie
Guardando alla comparizione in tribunale di Guzman Lopez, si sollevano interrogativi sul futuro dell’influenza dei cartelli in Messico e oltre. Mentre gli Stati Uniti mirano a combattere la crisi della droga con iniziative militari e quadri giuridici rafforzati, la corruzione e le inadeguatezze delle forze dell’ordine locali persistono come ostacoli significativi. La legalizzazione di alcune droghe potrebbe diminuire i profitti dei cartelli, ma potrebbe anche indurre a spostarsi verso altre attività criminali, mantenendo ininterrotto il ciclo della violenza e della criminalità.
Il caso contro Ovidio Guzman Lopez serve a ricordare le sfide affrontate dalle forze dell’ordine nel contrastare la criminalità organizzata, in particolare nelle regioni pesantemente colpite dalla violenza dei cartelli. Man mano che il processo procede, le implicazioni potrebbero risuonare ben oltre l’aula del tribunale, influenzando le politiche, la sicurezza della comunità e le strategie internazionali del traffico di droga.