Le manifestazioni di Jacksonville chiedono agli Stati Uniti di porre fine agli attacchi contro l'Iran
Oltre 100 residenti di Jacksonville hanno marciato il 28 giugno 2025, protestando contro le azioni militari statunitensi in Iran, chiedendo "Giù le mani dall'Iran!"

Le manifestazioni di Jacksonville chiedono agli Stati Uniti di porre fine agli attacchi contro l'Iran
Il 28 giugno, le strade di Jacksonville, Florida, riecheggiavano dei canti dei membri della comunità che si manifestavano contro le azioni militari statunitensi in Iran. Organizzata dal Jacksonville Palestine Solidarity Network (JPSN), oltre 100 manifestanti si sono riuniti al Memorial Park per una protesta denominata “Giù le mani dall’Iran!” con le bandiere palestinesi che sventolano orgogliosamente in mezzo a un mare di voci che chiedono la pace.
La marcia, iniziata a Riverside, ha visto i partecipanti portare striscioni ed esprimere solidarietà al popolo iraniano. Un membro degli Studenti di Jacksonville per una Società Democratica (SDS) ha parlato con passione durante l’evento, dichiarando sostegno al sostegno dell’Iran alla resistenza palestinese. Questa solidarietà riflette un sentimento crescente tra le organizzazioni di base, come articolato in Notizie sulla lotta contro.
Canti per il cambiamento
Mentre i manifestanti si muovevano, si sono fermati al Cummer Museum, un luogo che ha attirato critiche per aver tagliato i legami con il gruppo Duval Folx a causa della loro difesa dei palestinesi. I manifestanti hanno espresso il loro disappunto attraverso fischi diretti al museo, evidenziando la tensione locale che circonda la crisi umanitaria in corso a Gaza. “Gli Stati Uniti fuori dal Medio Oriente!” divenne un grido di battaglia mentre la marcia continuava verso il Riverside Arts Market, dove la loro determinazione non vacillò.
Shayne Tremblay di JPSN ha sottolineato la terribile realtà affrontata dagli abitanti di Gaza, collegando direttamente il sostegno militare statunitense alle crescenti azioni di Israele contro l’Iran. Anche Bryce Ryan Delany ha fatto notizia in questa protesta, prendendo di mira in particolare il flusso di armi prodotte negli Stati Uniti dal porto locale di Jacksonville, JaxPort, nel conflitto. I loro appelli all’azione risuonano in un clima carico di sfide politiche e di urgenza morale.
Il contesto più ampio
I disordini non si limitano a Jacksonville. In tutta la nazione, sono scoppiate proteste in città come Los Angeles, New York e la capitale, in seguito al controverso ordine del presidente Donald Trump di attacchi mirati contro tre impianti nucleari iraniani. Pochi giorni prima della manifestazione di Jacksonville, il 22 giugno, le manifestazioni hanno cominciato a prendere slancio, con gruppi come il Partito per il Socialismo e la Liberazione e la Coalizione ANSWER che si schieravano contro un ulteriore intervento militare in Iran, come riportato da Stati Uniti oggi.
Gli organizzatori a livello nazionale hanno espresso preoccupazione sulle implicazioni del sostegno americano a Israele. Le proteste coincidono con le accuse secondo cui le spedizioni di armi statunitensi stanno esacerbando i conflitti nella regione. Un punto degno di nota sollevato nelle discussioni su questo tema è il contesto storico delle posizioni aggressive di Israele contro i paesi vicini che rappresentano una sfida per gli interessi occidentali, come elaborato dal Jacksonville Palestine Solidarity Network nella sua dichiarazione sulla recente escalation.
Guardando avanti
Le grida di pace provenienti da Jacksonville riflettono una crescente consapevolezza e preoccupazione riguardo al ruolo degli Stati Uniti nei conflitti del Medio Oriente. Poiché le tensioni persistono, con il governo israeliano che ha recentemente lanciato attacchi con deboli giustificazioni, molti vedono questo come un momento cruciale. La marcia di Jacksonville era solo una delle tante, con una manifestazione nazionale “Stop alla guerra all’Iran” programmata per lo stesso giorno a Washington, D.C., che mostrava un fronte unito contro ulteriori aggressioni militari statunitensi.
Andando avanti, le voci di coloro che si sono riuniti al Memorial Park servono a ricordare il desiderio della comunità di un impegno più pacifico negli affari globali. Con ogni canto di “Giù le mani dall’Iran!” è chiaro che la richiesta di giustizia e solidarietà non potrà che crescere in forza.