La tempesta politica scoppia sui file Epstein: democratici sotto tiro!

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Scott Jennings critica il comportamento dei democratici sulla CNN, collegandolo alle controversie sul file Epstein e chiede trasparenza nel Dipartimento di Giustizia.

Scott Jennings critiques Democrats' behavior on CNN, linking it to Epstein file controversies and calls for transparency in the DOJ.
Scott Jennings critica il comportamento dei democratici sulla CNN, collegandolo alle controversie sul file Epstein e chiede trasparenza nel Dipartimento di Giustizia.

La tempesta politica scoppia sui file Epstein: democratici sotto tiro!

In un recente segmento del programma “NewsNight With Abby Phillip” della CNN, lo stratega repubblicano Scott Jennings non ha usato mezzi termini quando ha espresso il suo sgomento per il comportamento di alcuni democratici. Jennings li ha definiti "strani", criticando in particolare il rappresentante della Georgia Hank Johnson per il suo approccio insolito nel chiedere il rilascio dei "dossier Epstein". Johnson ha utilizzato il suo account X per pubblicare un video intitolato “Dreamsicle”, che conteneva testi che approfondivano la morte di Epstein e continuava a fare pressione sull’amministrazione Trump affinché rivelasse maggiori informazioni sul caso. Jennings ha sottolineato i commenti peculiari del passato di Johnson, inclusa l’idea che Guam potrebbe ribaltarsi a causa di un rafforzamento militare, il che implica che tali dichiarazioni mettono in discussione l’intelletto di Johnson.

Il video di Johnson rifletteva il malcontento per la gestione da parte del Dipartimento di Giustizia e dell’FBI delle indagini su Jeffrey Epstein, in particolare dopo la pubblicazione di un promemoria il 6 luglio 2025, in cui si dichiarava che non era stata trovata alcuna “lista di clienti”. Questo promemoria ha suscitato dubbi sulla trasparenza delle indagini, soprattutto date le molteplici controversie che circondavano Epstein e i suoi collegamenti. L’FBI ha anche pubblicato oltre dieci ore di riprese video della notte della morte di Epstein, anche se un misterioso minuto mancante nella registrazione ha sollevato sospetti tra i critici. Il procuratore generale Pam Bondi ha cercato di sedare il tumulto spiegando che il filmato mancante era il risultato del ripristino della telecamera. Tuttavia, ciò non ha fatto altro che alimentare la reazione negativa dovuta alle sue precedenti osservazioni che implicavano l’esistenza di un elenco di clienti collegati a Epstein.

Il promemoria suscita polemiche

La nota del Dipartimento di Giustizia e dell’FBI, pubblicata il 7 luglio, ha ulteriormente acceso le critiche, in particolare da parte di alcuni sostenitori dell’ex presidente Donald Trump. Molti speravano in rivelazioni su Epstein, morto suicida nel 2019 a causa di gravi accuse di traffico sessuale minorile. La nota, tuttavia, concludeva che non c’erano prove di un elenco di clienti controllato da Epstein o da eventuali associati che potrebbero essere coinvolti nel ricatto o nella vittimizzazione delle donne. Ha fortemente sostenuto la narrativa del suicidio di Epstein, contrastando le varie teorie del complotto che sono circolate dopo la sua morte.

La reazione negativa della base di Trump è stata notevole, con significative ricadute rivolte al procuratore generale Pam Bondi. In precedenti dichiarazioni, Bondi aveva suggerito l’esistenza di una lista di clienti di Epstein, sostenendo a febbraio che era in fase di revisione e promettendo il rilascio di numerosi nomi. Tuttavia, la cronologia degli eventi mostra un contrasto. Dopo che i primi comunicati di maggio contenevano poche nuove informazioni, il recente promemoria non è stato all'altezza delle aspettative. Molte voci, tra cui il leader della minoranza alla Camera Hakeem Jeffries e il deputato del Texas Marc Veasey, chiedono ora il rilascio della totalità dei file Epstein non classificati, dimostrando una richiesta bipartisan di trasparenza.

Le risposte risuonano

Nonostante le critiche, Trump è venuto in difesa di Bondi, affermando che lei si è comportata egregiamente nel suo ruolo e invitando i sostenitori ad andare oltre la narrativa di Epstein, etichettandola come “roba noiosa”. Questo atteggiamento non ha placato tutti; alcuni dei sostenitori di Trump, tra cui Laura Loomer e gli Hodgetwin, hanno chiesto apertamente le dimissioni di Bondi. Nel frattempo, il deputato repubblicano Thomas Massie ha avviato iniziative per costringere la Camera a votare per la pubblicazione dei file completi di Epstein, indicando la persistenza di questo problema nel discorso politico.

È interessante notare che, mentre la richiesta di visibilità continua, l’ex vicepresidente Mike Pence si è allontanato dal campo di Trump, sostenendo il rilascio di tutti i documenti relativi alle indagini di Epstein. Questa divergenza evidenzia le diverse opinioni all’interno del Partito Repubblicano su come gestire le ricadute mediatiche della saga di Epstein.

La conversazione su Epstein è lungi dall’essere finita. Chissà dove porterà la prossima volta? Resta da vedere se Jennings abbia ragione riguardo al fatto che i democratici si comportano in modo insolito, o se queste discussioni porteranno finalmente chiarezza su questa intricata rete di accuse e domande senza risposta.

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