La Corte Suprema sostiene Trump: un punto di svolta per le leggi sull’immigrazione
La recente sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti sostiene la capacità di Trump di limitare gli interventi giudiziari, incidendo in modo significativo sulle politiche di immigrazione.

La Corte Suprema sostiene Trump: un punto di svolta per le leggi sull’immigrazione
In una svolta significativa nella storia giudiziaria degli Stati Uniti, la Corte Suprema si è schierata con il presidente Donald Trump, frenando il potere dei tribunali di grado inferiore di bloccare gli ordini esecutivi. Il 27 giugno 2025, la sentenza della Corte concede all’amministrazione Trump un maggiore margine di manovra, in particolare per quanto riguarda le controverse politiche sull’immigrazione. “Questa decisione è una vittoria per la Costituzione, la separazione dei poteri e lo stato di diritto”, ha dichiarato Trump dopo la sentenza, riflettendo un cambiamento epocale nei precedenti legali che i critici avvertono potrebbe avere implicazioni preoccupanti per le future presidenze, come evidenziato dall’avvocato Jaime Barrón, che ha discusso l’impatto della sentenza sugli immigrati in tutta la nazione. Ha avvertito: "Ciò costituisce un precedente che potrebbe essere problematico per qualsiasi futura amministrazione", secondo la CNN Español. CNN spagnolo.
Con una decisiva decisione 6-3, sostenuta prevalentemente da giudici nominati dalle amministrazioni repubblicane, la Corte ha significativamente ristretto l'ambito dell'intervento giudiziario in materia di azioni esecutive. Si è concentrato in particolare sull’ordine esecutivo di Trump volto a negare la cittadinanza per diritto di nascita ai figli di immigrati privi di documenti nati negli Stati Uniti, una politica che era stata bloccata dai giudici federali in diversi stati tra cui Maryland, Massachusetts e New Hampshire. La sentenza della Corte ha indicato che le ingiunzioni universali emesse dai tribunali di grado inferiore eccedevano l’autorità concessa ai giudici dal Congresso, limitando ora la protezione a specifici querelanti invece di proteggere ampiamente le popolazioni colpite. Infobae.
Il percorso da seguire
Per il momento, l’attuazione dell’ordine di Trump rimarrà sospesa per 30 giorni, consentendo lo sviluppo della possibilità di ulteriori azioni legislative o giudiziarie. In particolare, la sentenza non affronta la validità costituzionale dell’ordine esecutivo ma si concentra invece sull’eventualità che i tribunali di grado inferiore abbiano oltrepassato i propri limiti. Ciò apre una rete complessa per le parti in causa, che ora devono navigare in diverse giurisdizioni per contestare le politiche federali, aumentando potenzialmente il numero di controversie legali e sentenze incoerenti tra i confini statali. Yahoo Notizie.
L’amministrazione Trump, incoraggiata da questa sentenza, è pronta a portare avanti le sue controverse politiche in materia di diritti di cittadinanza. Il momento potrebbe innescare dibattiti significativi negli ambienti legali e tra i difensori dei diritti civili. I critici, tra cui il procuratore generale di New York Letitia James, hanno affermato che la sentenza rappresenta una “battuta d’arresto profonda e deludente” per le famiglie colpite, in particolare perché New York era tra i 19 stati che si sono mobilitati contro l’ordine esecutivo di Trump. Le opinioni legali sono ferocemente divise; La giudice Sonia Sotomayor ha avvertito che questa decisione potrebbe invitare il governo a eludere completamente gli obblighi costituzionali, descrivendo la sentenza come profondamente preoccupante per il futuro del controllo giudiziario. CNN spagnolo.
Mentre siamo sull’orlo dell’attuazione, le domande incombono: come risponderanno gli stati e le giurisdizioni locali a questi cambiamenti amministrativi? E quali implicazioni più profonde ha questo per il panorama giuridico che circonda l’immigrazione e i diritti civili negli Stati Uniti? Con circa 1,2 milioni di bambini nati ogni anno da immigrati privi di documenti, la posta in gioco non potrebbe essere più alta. Molti osservatori si stanno già preparando per un’accesa battaglia nei tribunali che precederà le previste deliberazioni di ottobre sulla cittadinanza per diritto di nascita. Infobae.