Trump visita la devastazione delle inondazioni in Texas mentre il futuro della FEMA è in bilico
Il presidente Trump visita il Texas l’11 luglio 2025 per valutare i danni devastanti delle inondazioni, mentre le risposte statali e federali devono essere esaminate attentamente.

Trump visita la devastazione delle inondazioni in Texas mentre il futuro della FEMA è in bilico
Mentre la luce del sole faceva capolino sul Texas l’11 luglio 2025, le conseguenze delle catastrofiche inondazioni continuano a dipanarsi, causando almeno 120 vittime e spingendo il presidente Donald Trump a visitare le aree devastate. La visita del presidente mira a valutare la distruzione lasciata a seguito di piogge storiche, mettendo in luce anche la sua controversa posizione sulla risposta federale ai disastri.
Questa inondazione, causata dalle forti piogge durante le celebrazioni del Giorno dell’Indipendenza, è stata definita da Trump “un accordo che si verifica una volta ogni 200 anni”. I suoi commenti sono arrivati nel contesto delle continue ricerche di oltre 170 persone scomparse, tra cui molte famiglie che sono state spazzate via dalle improvvise inondazioni nella contea di Kerr. La Guardia Costiera degli Stati Uniti e oltre 400 primi soccorritori sono stati schierati nel disperato tentativo di localizzare queste persone, come dettagliato da Notizie dell'ABC.
La posizione di Trump sulla FEMA
Durante la sua visita, che includeva un tour aereo delle regioni colpite insieme al governatore del Texas Greg Abbott e ai senatori John Cornyn e Ted Cruz, Trump ha ribadito la sua intenzione precedentemente espressa di eliminare la Federal Emergency Management Agency (FEMA) e delegare le risposte ai disastri al controllo statale. Tuttavia, alla luce della grave calamità, la sua amministrazione sembra abbracciare un approccio più tradizionale, enfatizzando una forte risposta federale. COME 6abc sottolinea, i funzionari locali sono alle prese con critiche sulla loro preparazione e risposta a queste sfide senza precedenti.
La segretaria per la sicurezza interna Kristi Noem ha sottolineato che le circostanze attuali dimostrano la necessità del sostegno federale, poiché stati come il Texas avrebbero difficoltà senza le risorse della FEMA. Noem ha anche menzionato il rapido dispiegamento di fondi e risorse per aiutare i residenti colpiti, sottolineando al contempo la necessità di una riforma dell'agenzia.
Uno sguardo più da vicino al disastro
La cronologia di questo evento disastroso dipinge un quadro cupo. Tutto è iniziato il 2 luglio, quando la Divisione di gestione delle emergenze del Texas ha attivato le risorse di risposta alle emergenze a causa delle inondazioni previste. Nei giorni successivi, gli allarmi si intensificarono man mano che i tassi di pioggia raggiungevano livelli allarmanti, portando infine a risultati devastanti quando le acque dell’alluvione si ritirarono l’8 luglio, lasciando un bilancio confermato di almeno 104 vite perse. Tra le vittime ci sono ben 27 bambini, e la storia segna questa inondazione come la più alta mai registrata in Texas.
Con l’attivazione della dichiarazione post-catastrofe da parte della FEMA e l’apertura di centri di recupero in numerose località, la necessità di aiuto immediato rimane fondamentale. I sopravvissuti si trovano ora ad affrontare barriere, tra cui interruzioni di corrente e strade impraticabili, che complicano il loro accesso agli aiuti necessari. Notizie AP evidenzia le preoccupazioni degli ex funzionari della FEMA che si chiedono come l’attuale approccio dell’amministrazione si discosti dal ruolo tradizionale dell’agenzia di coordinare le risposte ai disastri a livello nazionale.
Mentre riflettiamo su questi eventi e sulle incertezze che circondano il futuro della FEMA, diventa evidente che una strategia nazionale globale è essenziale per un’efficace gestione delle catastrofi. Il popolo del Texas merita più della semplice retorica; hanno bisogno di azione e chiarezza mentre attraversano questo periodo difficile.