L’Iran sospende la cooperazione con l’AIEA: una mossa coraggiosa in mezzo alle tensioni sul nucleare

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Il parlamento iraniano ha approvato un disegno di legge volto a sospendere la cooperazione con l'AIEA a seguito del conflitto sulla supervisione del nucleare.

Iran's parliament has approved a bill to suspend cooperation with the IAEA following conflict over nuclear oversight.
Il parlamento iraniano ha approvato un disegno di legge volto a sospendere la cooperazione con l'AIEA a seguito del conflitto sulla supervisione del nucleare.

L’Iran sospende la cooperazione con l’AIEA: una mossa coraggiosa in mezzo alle tensioni sul nucleare

Il 25 giugno 2025, il parlamento iraniano, noto come Majlis, ha compiuto un passo decisivo approvando un controverso disegno di legge che sospende la cooperazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA). Questa mossa arriva sulla scia di una risoluzione politicamente motivata contro l’Iran da parte dell’AIEA, che è stata fonte di crescente tensione tra Teheran e gli organismi internazionali. I legislatori hanno approvato affermativamente sia le disposizioni generali che quelle specifiche del disegno di legge, segnalando una risposta ferma a ciò che percepiscono come un’interferenza ingiustificata nelle ambizioni nucleari dell’Iran. Secondo Premere TV, agli ispettori dell’AIEA sarà ora impedito di entrare in Iran a meno che non sia garantita la sicurezza degli impianti nucleari del paese, subordinatamente all’approvazione del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell’Iran.

Questa azione legislativa, come dettagliato dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf, mira a creare un quadro di garanzie tangibili che circondano la condotta professionale dell’AIEA prima di ripristinare qualsiasi livello di cooperazione. In particolare, si sta anche valutando l’imposizione di un divieto d’ingresso a Rafael Grossi, il capo dell’AIEA, che ha dovuto affrontare severe critiche per il suo ruolo nelle recenti dinamiche di escalation nei confronti delle azioni militari di Israele contro l’Iran.

Crescenti tensioni con Israele

Lo sfondo della coraggiosa mossa del parlamento iraniano è una serie di attacchi aerei israeliani contro gli impianti nucleari iraniani, volti a neutralizzare le minacce percepite poste dai programmi nucleari e missilistici di Teheran. In particolare, questi attacchi si sono uniti al coinvolgimento degli Stati Uniti che hanno visto l’uso di munizioni anti-bunker. Il presidente Trump ha annunciato le operazioni come uno “spettacolare successo militare”, affermando che gli impianti nucleari iraniani sono ora “totalmente distrutti”, sebbene l’entità del danno sia ancora in fase di valutazione. La situazione resta precaria, come evidenziato nei rapporti dell' CNN, mentre la capacità dell’Iran di ricostruire il proprio programma nucleare è oggetto di un attento esame. Sebbene gli attacchi abbiano danneggiato in modo significativo il programma di arricchimento dell’uranio dell’Iran, gli esperti avvertono che Teheran potrebbe ancora rilanciare le sue ambizioni data la sua competenza tecnica.

Le ampie ramificazioni di questi attacchi e le conseguenti risposte hanno portato il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres a chiedere diplomazia nel contesto degli scambi missilistici in corso tra Teheran e Tel Aviv. In recenti dichiarazioni, ha sottolineato la necessità che tutte le parti aderiscano al diritto internazionale per garantire la pace e la sicurezza globali. I rapporti indicano che, sebbene finora non sia stata rilevata alcuna fuga di radiazioni, i danni a strutture come Natanz sollevano preoccupazioni sostanziali e l’AIEA si è espressa apertamente sulla compromissione della sicurezza dei siti nucleari iraniani.

Reazioni interne e implicazioni future

In Iran, i legislatori hanno espresso il loro sostegno alla chiusura dello Stretto di Hormuz, una rotta marittima critica, aumentando ulteriormente le tensioni nella regione. Il bilancio umanitario del conflitto è stato devastante, con almeno 430 morti segnalati in Iran, principalmente tra civili, e considerevoli vittime anche in Israele. Crescono le preoccupazioni per un potenziale conflitto più ampio, con minacce da parte di gruppi armati non statali che potrebbero intensificare ulteriormente le ostilità, come evidenziato dal segretario generale aggiunto per gli affari politici delle Nazioni Unite, Miroslav Jenča.

Mentre la polvere si deposita su queste azioni militari e sviluppi legislativi, il futuro delle ambizioni nucleari dell’Iran rimane incerto. I funzionari iraniani hanno proclamato che il loro programma nucleare è strettamente per scopi pacifici, ma stanno emergendo sentimenti intransigenti, che sostengono la ricerca di un’arma nucleare come deterrente. La domanda ora è se è possibile tracciare un percorso verso la ripresa dei negoziati diplomatici in un contesto altamente teso, o se questo segnerà un punto di svolta che porterà a un’ulteriore escalation tra Iran e Israele.

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