Le deportazioni di massa del Pakistan innescano la crisi umanitaria in Afghanistan
Esplora la crisi umanitaria in corso in Afghanistan, mentre le deportazioni di massa innescano bisogni urgenti per milioni di rimpatriati.

Le deportazioni di massa del Pakistan innescano la crisi umanitaria in Afghanistan
La situazione umanitaria in Afghanistan continua a peggiorare, con le conseguenze delle deportazioni di massa dal Pakistan che aggravano la crisi che affligge la nazione dalla presa del potere da parte dei talebani nell’agosto 2021. Primo post riferisce che la politica di deportazione, introdotta nell’ottobre 2023 come risposta alla sicurezza nazionale e alle pressioni economiche, ha costretto centinaia di migliaia di afghani privi di documenti a tornare in patria. Sfortunatamente, molti di questi rimpatriati non hanno familiarità con il loro Paese, il che aggrava le sfide che devono affrontare.
Le condizioni che attendono questi deportati sono davvero terribili. Riparo, cibo e opportunità di lavoro sono scarsi, il che rende quasi impossibile il loro reinserimento in una società già alle prese con il collasso economico. Il governo guidato dai talebani è alle strette e fatica a provvedere a una popolazione crescente di rimpatriati mentre tenta di gestire i bisogni attuali dei suoi cittadini.
La portata della crisi umanitaria
Tre anni dopo la presa del potere da parte dei talebani, l’Afghanistan si trova ad affrontare una grave crisi umanitaria, con oltre 23 milioni di persone – più della metà della popolazione del paese – che necessitano urgentemente di assistenza umanitaria. Il Comitato Internazionale di Soccorso sottolinea che le donne e i bambini sopportano il peso maggiore della crisi, con le donne che rappresentano il 25% e i bambini che rappresentano uno sconcertante 52% dei bisogni totali. L’instabilità economica, alimentata dai conflitti in corso e dagli shock climatici, ha portato a un aumento della povertà e al raddoppio dei tassi di disoccupazione nell’ultimo anno.
Nel giugno 2024, oltre 12,4 milioni di afghani sono alle prese con una grave insicurezza alimentare, causata dalla peggiore siccità degli ultimi tre decenni. Questa tendenza preoccupante minaccia di lasciare oltre mezzo milione di bambini malnutriti, il che rappresenta uno sviluppo doloroso per un Paese che già fatica a fornire i beni di prima necessità. Inoltre, circa 6,3 milioni di afgani si trovano a dover affrontare continui spostamenti e non hanno accesso alla sicurezza e ai servizi essenziali.
I rimpatriati e le loro lotte
Anche il rimpatrio di massa degli afghani che vivevano in Pakistan, respinti dal Piano di rimpatrio degli stranieri illegali (IFRP), ha intensificato la crisi. OCHA indica che oltre 679.000 afghani sono tornati in patria tra settembre 2023 e luglio 2024, spesso affrontando sfide scoraggianti, proprio come Ghulam Akbar, un rimpatriato di 62 anni che ha condiviso le dure realtà affrontate da molti. Fornire un sostegno adeguato a questi rimpatriati è fondamentale, poiché lottano per garantire assistenza sanitaria, alloggio e lavoro, tutti elementi estremamente scarsi.
In questo contesto, c’è un urgente bisogno di uno sforzo internazionale concertato. Il Piano di risposta e bisogni umanitari dell’Afghanistan ha ricevuto solo il 25% dei finanziamenti richiesti a partire dall’agosto 2024, ostacolando gravemente la fornitura di servizi umanitari. La comunità internazionale è sollecitata a finanziare interamente questo piano e a sostenere le organizzazioni della società civile afghana, in particolare quelle guidate da donne, per affrontare i bisogni disperati sul campo.
Mentre commemoriamo eventi come la Giornata Mondiale del Rifugiato, è fondamentale ricordare la resilienza delle persone colpite dallo sfollamento. Con circa 7,6 milioni di afgani che attualmente risiedono in Iran e Pakistan, di cui circa 3,1 milioni solo in Pakistan, il percorso verso la stabilizzazione rimarrà difficile senza robusti aiuti umanitari e un ripristino del sostegno allo sviluppo per affrontare le cause profonde della povertà in Afghanistan. In tempi come questi, ogni piccola cosa aiuta, e la solidarietà con il popolo afghano è cruciale ora più che mai.