La maggioranza degli elettori sostiene l'imposta nazionale sulle vendite, l'abolizione dell'IRS incombe!

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Un sondaggio nazionale rivela il sostegno degli elettori alla revisione del sistema fiscale statunitense, con la proposta di un’imposta nazionale sulle vendite a Clearwater, Florida.

A national survey reveals voter support for overhauling the U.S. tax system, featuring a proposed national sales tax in Clearwater, FL.
Un sondaggio nazionale rivela il sostegno degli elettori alla revisione del sistema fiscale statunitense, con la proposta di un’imposta nazionale sulle vendite a Clearwater, Florida.

La maggioranza degli elettori sostiene l'imposta nazionale sulle vendite, l'abolizione dell'IRS incombe!

Si sta delineando un dibattito nazionale sul futuro del sistema fiscale federale, con un movimento crescente che spinge per una radicale revisione. Recenti analisi rivelano che un numero considerevole di elettori si sta mobilitando dietro l’idea di sostituire l’imposta sul reddito con un’imposta nazionale sulle vendite. Un sondaggio condotto da Quantus Insights mostra che esiste un sostegno bipartisan per questa significativa riforma, con il 69% dei repubblicani, il 52% dei democratici e il 51% degli indipendenti a favore del passaggio a un’imposta basata sui consumi. Notizie da Orlando ovest riferisce che il 50% degli elettori ha espresso sostegno per l'eliminazione dell'IRS, una rivelazione che indica un palpabile desiderio di cambiamento.

Secondo l’indagine, condotta dal 30 maggio al 5 giugno 2025, il 58% degli intervistati è favorevole a un’imposta nazionale sui consumi che consenta ai lavoratori di trattenere il 100% della busta paga. Questa proposta affonda le sue radici nel piano FAIRtax (H.R. 25), che mira ad abrogare varie forme di tassazione tra cui imposte sul reddito, sui salari e sulle società. Un aspetto intrigante di questo piano è il suo appeal tra gli elettori più giovani; Il 60% degli under 30 sostiene l’abolizione dell’IRS. È interessante notare che gli elettori della classe operaia privi di titoli universitari mostrano una forte inclinazione verso la riforma fiscale, riflettendo il desiderio di una struttura fiscale equa che non penalizzi il duro lavoro.

Preoccupazioni e confusioni

Sebbene l’entusiasmo per la revisione fiscale sia evidente, le preoccupazioni si nascondono sotto la superficie. Molti americani più anziani, donne, democratici e laureati esprimono preoccupazione per l’equità e l’accessibilità economica. Un timore comune è che un’imposta nazionale sulle vendite possa portare ad aumenti dei prezzi o gravare in modo sproporzionato sulle famiglie a basso reddito, nonostante il piano FAIRtax proponga uno sconto mensile per alleviare potenziali difficoltà. La complessità della proposta sembra alimentare confusione: solo il 25% circa degli elettori aveva una conoscenza preliminare della FAIRtax prima del sondaggio, con una maggiore consapevolezza osservata tra gli elettori di mezza età e neri.

Questo contesto di incertezza è parallelo a una proposta repubblicana che mira a garantire che i ricchi paghino la loro giusta quota, consentendo allo stesso tempo ad alcune famiglie di spendere un importo esentasse di 30.000 dollari. Tuttavia, un significativo 64% degli elettori ha riferito di aver sentito poco o nulla di questo sforzo legislativo, segnalando una disconnessione che i legislatori repubblicani devono colmare. Consulta mattutina sottolinea che le preferenze per un sistema fiscale rivisto sono contrastanti; mentre il 52% sostiene un’imposta progressiva basata sui livelli di reddito, solo il 26% è favorevole a un piano che rispecchi l’approccio FAIRtax.

Cosa ci aspetta?

Il piano FAIRtax suggerisce un’aliquota dell’imposta sulle vendite del 23%, anche se alcune stime suggeriscono che l’aliquota effettiva potrebbe arrivare fino al 30% per i consumatori. I suoi sostenitori sostengono che potrebbe fornire un quadro fiscale più semplice riducendo al contempo il carico amministrativo dell’IRS, proponendo di esternalizzare la riscossione delle tasse ai governi statali. Il portavoce Kevin McCarthy ha indicato che un voto della Camera sul piano FAIRtax potrebbe concretizzarsi, segnando una potenziale pietra miliare per questa questione a lungo dibattuta che è apparsa al Congresso dal 1999. Fondazione fiscale fornisce dettagli su come la FAIRtax si applicherebbe a circa il 90% di tutti i consumi, coprendo teoricamente circa il 61% del PIL.

Inoltre, il piano prevede una “indennità di consumo familiare” per fornire sconti destinati alle famiglie fino al livello di povertà, garantendo che le famiglie a basso reddito siano protette dai suoi effetti. Tuttavia, i critici avvertono che la transizione a questo sistema potrebbe portare a una doppia imposizione per coloro che sono già gravati dalle imposte sul reddito esistenti sui loro risparmi. Persistono preoccupazioni sul fatto che la FAIRtax possa realmente sostenere l’equità o aumentare inavvertitamente il carico fiscale sugli americani a basso reddito che spesso vivono di stipendio in stipendio.

Mentre le discussioni si sviluppano e il sentimento pubblico cambia, l’esito di queste proposte rimane incerto. Le preferenze degli elettori indicano una disponibilità al cambiamento, ma ci vorranno un’educazione e un chiarimento significativi affinché queste idee prendano piede. La domanda che resta è se il modello FAIRtax possa davvero mantenere le sue promesse senza lasciare indietro le popolazioni vulnerabili.

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